Secondo gli ultimi dati rilevati dall'ISTAT, tre italiani su 10 sarebbero affetti da decomalia, la pericolosa sindrome caratterizzata dal compulsivo bisogno di manifestare la propria creatività attraverso l'ossessiva decorazione di oggetti di vario genere.Le più colpite sono le donne, nella fascia d'età che va dai 23,5 ai 56,8 anni, benchè si sia osservata proprio al di fuori di questo range un'incidenza maggiore dei casi più devastanti, le temibili decomalia precox e decomalia climax, che continuano a mietere vittime tra i soggetti appartenenti a tutte le classi sociali.
Un'aumentata predisposizione ad infettarsi è stata accertata per gli individui con anamnesi familiare positiva per tale morbo: le bambine con almeno uno dei genitori affetto dalla stessa sintomatologia presentano un rischio di contrarre il disturbo cinque volte maggiore rispetto alle loro coetanee con genitori sani!
Sembra tuttavia che anche particolari fattori ambientali, quali l'esposizione a stimoli creativi intensi, luci colorate e manifestazioni d'affetto, possano concorrere allo scatenare delle crisi decomaliache nelle forme latenti.
Ma cos'è esattamente la decomalia?
Il significato etimologico del termine aiuta a chiarirne la natura: la parola è formata da deco, dal latino decor cioè ornamento e malia dal latino malus ovvero maleficio, incantesimo, sortilegio...
La decomalia si può interpretare dunque come una sorta di maleficio che induce nei soggetti colpiti un'abnorme frenesia decoratoria.
Le cure? Purtroppo al momento non si conoscono terapie risolutive. Buoni risultati a livello sintomatologico si sono osservati in pazienti trattati con alte dosi di criticismo distruttivo ma sembra che l'effetto diminuisca nel tempo col sopravvenire dell'assuefazione.
Per prevenire gli attacchi d'ansia inventiva, spesso associati alle crisi acute, sono consigliabili impacchi locali di acqua e Vinavil (in soluzione al 50%) e la partecipazione a gruppi d'ascolto digitale (consultare la voce forum creativi su Google).
Nelle fasi avanzate della malattia può essere di giovamento al paziente la pet-therapy ovvero l'adozione e la cura di un cucciolo di blog.
© Rossana Radaelli-01.03.07
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E' la pittura che vien dalla campagna
Quando si parte all'arembaggio di un'attività artistica lo si fa spesso spinti dall'impulso del momento, magari perchè si sono visti i materiali necessari esposti nella vetrina di un negozio e si è avvertita la voglia di provare.....
Ho conosciuto il signor Luigi molti anni fa, quando l'altered art si chiamava ancora riciclo creativo ed era appannaggio di pochi individui bizzarri che, anzichè rifornirsi nei normali negozi di bricolage preferivano visitare le cantine e le soffitte di amici e conoscenti, alla ricerca della materia prima sulla quale lavorare...

Era nata agli inizi del secolo....no, non questo ma quello appena trascorso, e per quanto possa scavare a ritroso nei miei ricordi infantili, me la ricordo comunque e sempre già anziana: una vecchierella piccola e minuta sempre sorridente, sempre allegra, sempre affettuosa.
Quando, qualche anno fa, Bruna Agrini mi contattò per propormi di realizzare un libro insieme a lei, la
L'Altered Art non è semplicemente un hobby, non è solo una passione, l'Altered Art è un vero e proprio Credo creativo e come tale ha i suoi Dieci Comandamenti da rispettare
