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Tacchini e pellegrini

Quel losco figuro che, in una delle epoche più buie del nostro Bel Paese, ebbe a dichiarare che gli italiani sono un popolo di santi, poeti, navigatori ed altre simili amenità, si dimenticò di citare un'ennesima loro caratteristica non meno distintiva, ovvero che gli italiani sono un popolo d'incorreggibili festaioli!
E' infatti accertato che l'Italia venisse un tempo annoverata tra le nazioni europee a godere del maggior numero di festività nazionali finchè, sul finire degli anni '70, una revisione del calendario fece slittare alcune ricorrenze alla domenica successiva.

Il lodevole intento dei legislatori era quello di renderci più produttivi...ma l'espediente, occorre dirlo, non sortì l'effetto sperato perché lo spirito d'iniziativa, altra ben nota qualità dell'italiano medio, portata in certi casi a tali raffinate interpretazioni da assurgere al ruolo di vera e propria arte (la cosiddetta arte di arrangiarsi) fece in modo di sopperire alle feste perdute con strategici ponti, buttati ora qua ora la, se non addirittura con ricorrenze inventate ex novo o importate da altri paesi...

Così se oggi nessuno si ricorda di festeggiare il 4 Ottobre (S. Francesco Patrono d'Italia) o il 4 Novembre (anniversario della vittoria...l'ultima, tra l'altro, di cui potersi gloriare!) in compenso abbiamo la neonata Festa dei Nonni e l'importata Festa di Halloween...
Direi che ci sono i presupposti, per una sorta di par condicio, per poter sperare in un prossimo futuro anche nella festa degli zii, dei figli, dei cognati, dei cugini, dei nipoti...and so on.

Senza contare le enormi potenzialità che ci offre la recente ondata immigratoria: chissà quante e quali ricorrenze si sono portati appresso cinesi, marocchini, rumeni, senegalesi, ucraini, egiziani: non uno, ma tanti nuovi calendari da rivisitare alla ricerca della festa perduta!

E intanto che aspettiamo che le società di marketing individuino per noi l'evento consumisticamente più gratificante, laviamoci la coscienza con il triplo candeggio e riponiamola nel più recondito cassetto dell'animo, affinchè non salti fuori inaspettatamente a rinfacciarci che, dopo averli debitamente sfruttati, privandoli della loro dignità, a quei poveri disgraziati rubiamo pure le loro tradizioni.

Chissà, magari si tratta di una specie di rivalsa che ci prendiamo, noi italiani, nel vano tentativo di affrancarci dalla sudditanza psicologica nei confronti di popoli che, da sempre, consideriamo più avanti di noi...insomma applichiamo il principio del sii debole con i forti e forte con i deboli!
Inutile che mi dilunghi in proposito...ma sì, è proprio a lei che sto pensando, all'America, la musa ispiratrice dell'evoluzione del costume italiota negli ultimi 60 anni!

L'America così materialmente lontana eppure così idealmente vicina nei nostri pensieri, l'America che ci è arrivata, porgendosi come modello da imitare, negli anni '50 attraverso il cinema e con i primi tubi catodici e che continua ad influenzarci e a condizionarci oggi dagli schermi al plasma e dai monitor LCD.
Eh sì perchè gli italici lidi, così poco ospitali per il forestiero che arrivi via mare (ogni riferimento ai famigerati barconi è puramente intenzionale) si trasformano in accoglienti nidi per l'esotico che arrivi via cavo o via etere, navigando nel mare virtuale di Internet.

Eppure c'è una festa che, sebbene molto radicata nella cultura americana, qui da noi non ha ancora preso piede, nonostante la sua celebrazione a base di tacchino arrosto e parate commemorative in costume da pellegrino l'abbiano ormai resa nota: è il Thanksgiving Day o giorno del ringraziamento, che cade tutti gli anni nel quarto giovedì di Novembre.
Evidentemente, al di là del sottinteso significato religioso (che non ci è mai stato d'ostacolo nell'adottare una nuova festa) è proprio il concetto della riconoscenza in sé che d'istinto non ci solletica!
Peccato, perché, visto che siamo tutti così poco inclini a riconoscere i meriti altrui, non ci sarebbe stata male una ricorrenza ad hoc che ci rammentasse, almeno una volta all'anno, di osservare questa doverosa incombenza!

Ora potreste obiettarmi che l'essere grati d'ufficio non sia il massimo...ma d'altra parte è forse necessario che ci sia una Festa della Mamma per ricordarci di avere una madre da celebrare?!
E allora approfittiamo oggi di questo Thanksgiving Day per farci un esame di coscienza e ringraziare tutti coloro che riteniamo degni di riconoscenza...

Va bene, comincio io, tanto per dare il buon esempio! E dico che sono grata a...

... Chi afferma "io non sono razzista, ho anche amici extracomunitari, ma certo che gli stranieri rubano il lavoro agli italiani"...

...Grazie a chi ti frega il posto nel parcheggio infilandosi contromano mentre stai facendo manovra...

...Grazie a chi si commuove per la sorte dei cani randagi e poi rifiuta asilo ai rifugiati siriani...

...Grazie a chi, al supermercato, prende qualcosa nel reparto surgelati, poi cambia idea e lo abbandona tra i quaderni del reparto cancelleria...

...Grazie a chi dichiara "io non sono omofobo, ho anche amici gay, ma certo che il matrimonio tra omosessuali è contro natura"...

...Grazie a chi riferendosi ad una donna stuprata sentenzia che se l'è andata a cercare...

...Grazie a chi ha votato Trump e ha condannato anche il resto del mondo a subire 4 anni d'intolleranza, di prepotenza e d'istigazione alla violenza...

...Grazie a chi giudica il chador un segno d'ignoranza e di superstizione ma guai a togliere il crocifisso dalle scuole...

...Grazie a chi sproloquia che i campi di sterminio non sono mai esistiti e che li ha inventati la propaganda antifascista...

Grazie gente e scusate se ho dimenticato qualcuno, ma comunque grazie a tutti voi...perché mi fate sentire un persona migliore!


© Rossana Radaelli-24.11.16

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La casalinga impenitente

Dopo la pubblicazione dell'ultimo -solo in ordine di tempo!- articolo di questa guida, una brava persona, che non ha colto l'essenza dello stesso (forse sono io che non mi so spiegare?!) mossa a pietà dalla mia confessata relazione di odio-a..ncora odio con le pulizie di casa, ha pensato bene d'inviarmi i links ad alcuni siti che trattano dell'organizzazione domestica, come una sottocategoria del più vasto contesto della vita casalinga.

Non starò a riportarvi gli indirizzi Web (anche una pellaccia mio paro teme le rappresaglie!) ma non faticherete, se l'argomento v'interessa (?!!!) a ritrovarne le tracce: basterà che usiate come chiave di ricerca la parola casalinga, accompagnandola di volta in volta ad un aggettivo appropriato...Qualche suggerimento:
La casalinga ordinata
La perfetta casalinga
La casalinga organizzata
La stupenda casalinga
La casalinga ideale
La casalinga soddisfatta
L'eccellente casalinga
La casalinga fantastica
La migliore casalinga
La casalinga straordinaria
La casalinga sopraffina
La splendida casalinga
La favolosa casalinga
La casalinga............

Ci sono buone probabilità di trovare un sito Internet per ognuna di queste denominazioni!

E devo dire che non me l'aspettavo: io che mi limito a stilare la lista della spesa settimanalmente o, in via eccezionale e solo se è la stagione giusta, la lista degli accessori creativi da portare in vacanza non mi aspettavo che qualcuno potesse prendersi la briga di stilare quotidianamente la lista delle pulizie domestiche in ordine d'importanza e/o di orario e addirittura programmate stanza per stanza...

Che poi, lo ammetto, la mia lista della spesa in fondo prende forma da sola perchè, man mano che di un prodotto/alimento apro l'ultima confezione, me lo segno in lista...
E pensavo pure di essere organizzata e previdente!
Il massimo dello sforzo lo esercito poco prima di praticare l'approvvigionamento, quando cerco di riordinare la lista in funzione delle corsie del supermercato abituale (per quel che può valere, visto che i supermercati spesso cambiano di posto alla merce!)

Invece ci sono persone (ci devono essere, altrimenti non si spiegherebbe l'esistenza di tutti quei siti!) alle quali la mia lista della spesa probabilmente appare come apparirebbe al Caravaggio una pittura rupestre: rozza, primitiva, inadeguata.

Sono persone che da questi siti Web si fanno il download di tabelle di pianificazione, grafici di andamento e maschere di calcolo con la stessa facilità -presumo- e la stessa frequenza con cui io mi scarico le gif animate dei gatti.
E non si limitano a salvarle sul computer: dopo averle stampate in formato A4, le rilegano in quadernoni ad anelli, pronti per essere sfogliati, consultati, spuntati, maneggiati...coccolati (cosa che in effetti con le gif miciose non si può fare).

Però mi sorge spontanea la domanda: è nato prima l'uovo o la gallina? E' l'effetto benefico della riorganizzazione che permette di dedicarsi con maggior serenità ad uno sgradito compito, o è una sorta di feticismo della pianificazione che rende ben accetto qualsivoglia impegno, facendo passare in non cale la sua reale natura?

Personalmente opto per la seconda possibilità...

Quindi, cara utente che mi hai segnalato questi siti, ti ringrazio per aver pensato di potermi aiutare, il problema è che potrei organizzare nei minimi dettagli le faccende di casa, prevedere il giorno e l'ora per fare questo o quello ma ciò non m'impedirebbe di odiare comunque la mansione in sè, tutt'altro, la troverei doppiamente indigesta: una volta al momento di programmmarla e una volta al momento di svolgerla...anzi, mi correggo: triplamente indigesta...per il fatto di aver perso del tempo in più per fare il programma!

Insomma, amica mia, ti devi rassegnare: a certe idiosincrasie non v'è rimedio, inutile provarci, sarebbe come illudersi che grazie ad una meticolosa pianificazione della contabilità domestica, uno shopaholic potrebbe rinunciare alle sue pazze spese!
Infatti, benchè esistano agende per la casa e persino software per la registrazione del bilancio famigliare, nessuno si azzarderebbe a ipotizzare che servano per imparare a risparmiare....o no?!


© Rossana Radaelli-07.07.16

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Pensieri o post-it?

Vi capita mai di aver intenzione di realizzare un certo progetto ma non sapere da che parte incominciare? Non è che vi manchi l'ispirazione -anzi!- ma le idee vi si affollano in testa e non riuscite ad organizzarle in un disegno ben delineato, così finite col perdere tempo riempiendo il piano di lavoro di abbozzi incompiuti...
Tranquilli: non capita solo a voi, siete...ma sì, siamo ;-) in buona compagnia...ed è per questo motivo che sono nate le inspiration boards!

Parecchi anni fa, quando l'editoria si attuava ancora attraverso la carta stampata, era ben nota l'ansia da pagina bianca che -si diceva- assalisse gli scrittori impantanatisi in qualche punto morto della trama...che poi è più o meno la stessa sensazione che provano da sempre gli studenti messi di fronte al foglio intonso di una verifica a sorpresa. ;-)

Io avevo un mio sistema per superare l'impasse all'inizio di un nuovo libro: riproducevo su un grande pannello di cartoncino bianco la griglia quadrettata rappresentante la struttura delle pagine del volume (un quadretto = una pagina) quella che in gergo si chiamava menabò:

Poi scrivevo le idee, ovvero ciò che avrei voluto inserire in ogni pagina, su post-it colorati che posizionavo all'interno dei riquadri della griglia:

Man mano che aggiungevo le idee, altre me ne venivano in mente e facevo loro posto sulla griglia, spostando all'occorrenza i post-it da un riquadro all'altro...avevo realizzato, senza nemmeno saperlo, la mia prima inspiration board e, ciò che più conta, pian piano l'intero libro prendeva forma da solo!

L'arrivo del nuovo millennio, con l'implementazione di Internet, il successo di YouTube e la comparsa degli e-books, costrinse all'adeguamento l'editoria tradizionale e mandò in pensione la divulgazione creativa per mezzo di libri e riviste.
Non pensavo che avrei mai più avuto la necessità di uno stacca-e-attacca pianificatore, oggi che scrivo solo al computer, che non ragiono in termini di markers ma di links e che uso come promemoria dei files txt sparsi sul desktop...

E invece mi sbagliavo!

Che la si voglia chiamare griglia organizzativa, lavagna programmatica, pannello progettuale, motivation board, mood board o, come fanno oggi i più, inspiration board, si tratta di uno strumento tuttora valido per aiutare, tanto gli hobbisti che i professionisti, a riorganizzare le idee confuse suddividendole in punti di focalizzazione, in modo da dare a ciascuna di esse il giusto rilievo...
Insomma l'inspiration board è il salvagente a cui aggrapparsi quando annaspiamo nel mare della dispersione!

Quindi dimentichiamoci dello smart phone faccio-tutto-io-anche-il-caffè e corriamo in soffitta (o in cantina o nel garage...o dove diavolo teniamo gli accessori domestici dismessi) e rispolveriamo la vecchia bacheca di sughero in puro stile anni '90 (tutti ne abbiamo avuta in casa almeno una!) e facciamole posto accanto al tavolo di lavoro...vedrete che prima o poi ci tornerà utile!

© Rossana Radaelli-27.05.16

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Finalmente qualcosa di utile!

Dice il proverbio che la costanza viene premiata...ma il più delle volte è un contentino morale che ci auto-propiniamo in attesa di tempi migliori, soprattutto quando siamo delusi da qualcosa su cui abbiamo riversato delle aspettative.

E' una sensazione che ci assale, ad esempio, quando, dopo aver ceduto alle lusinghe della pubblicità o di un abile imbonitore, abbiamo acquistato un attrezzo che prometteva meraviglie e che invece serve solo a farci fare le stesse cose di prima, ma in modo più lungo e complicato!  0_0

La prossima volta andrà meglio, ci diciamo, prima o poi ci capiterà di trovare davvero quell'utensile che, senza nemmeno saperlo, abbiamo sempre desiderato di possedere, quello che ci risolverà in modo pulito, facile e veloce una qualche situazione creativa....si sono scoraggiati gli antichi alchimisti che andavano alla ricerca della pietra filosofale?
Certo che no, quindi perchè dovremmo farlo noi? La costanza, prima o poi, verrà premiata! E andiamo avanti, imperterriti, con lo shopping ad oltranza...

Qualche volta veniamo premiati...

E' quello che ho pensato dopo aver provato ad usare un aggeggino acquistato in cartoleria.
Si tratta di un taglierino per carta e plastica della 3M che ha un'estremità, quella opposta all'impugnatura, dalla forma insolita, che ricorda vagamente il piedino di una macchina da cucire.

L'uso è semplice: si appoggia il foglio da tagliare sul tavolo, se ne incastra un bordo tra le linguette che costituiscono i piedini del cutter e si fa scorrere in avanti la lama...più facile da fare che da descrivere, guardatevi le foto  ;-)


Taglierino in azione


Facile, veloce, pulito, senza intoppi...con un po' d'esperienza credo che si possa imparare a tagliare anche in linea curva...
Insomma, non sarà la pietra filosofale, ma funziona davvero!

La costanza viene premiata...basta sapersi accontentare. ;-)


P.S. La confezione segnala, a titolo di merito, che trattasi di prodotto Made in USA (pare che questi attrezzi, se non sono americani, non li vuole nessuno!)...e va bene, sarà anche fabbricato oltreoceano, però lo studio di design che l'ha progettato è italiano d.o.c. (cicca, cicca!)

© Rossana Radaelli-13.03.07

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Ardente passione

Ardente? Di più! Rovente... scottante.... bruciante passione! E' quella che si accende (eh,eh,eh!) in tutti quelli che si cimentano con la pirografia, la tecnica di decorazione del legno per mezzo di una punta metallica arroventata.
A me è successo una decina di anni fa, quando un amico di famiglia, vacanziero ed incosciente , tornò da un soggiorno in Tirolo portando in regalo a mio nipote quello strano utensile dell'artigianato locale.....
I risultati furono (nell'ordine): un ditino scottato, un'abbondante dose di lacrimucce, una medicazione con crema lenitiva e il sequestro del pirografo da parte della premurosa zietta...

Qualche prova, la ricerca del legno più adatto, e via!

Sono partita dai portatovaglioli per arrivare al tavolino del salotto ma.........non è ancora finita: avete idea di quanti oggetti ed arredi in legno ci sono in una casa?!
Ammettiamolo: disegnare con un ferro incandescente non viene così spontaneo come con una matita e, soprattutto all'inizio, la paura di scottarsi è tanta...però che meraviglia quel profumino di legno bruciato che ci accompagna durante la lavorazione: ci fa sentire molto più vicini ai nostri antenati cavernicoli e ai loro disegni rupestri fatti con un legnetto carbonizzato....

Fa bene,ogni tanto un ritorno alle origini, ci fa apprezzare di più questa impossibile, frenetica ma tanto comoda vita moderna! ;-)

© Rossana Radaelli-28.07.06

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Pasta...da indossare

Ci sono hobbies che subiscono l'influenza delle mode: diventano popolari per un certo periodo, durante il quale sono i protagonisti assoluti delle chiacchere fra bricoleurs e delle offerte commerciali del settore, ma che poi, dopo un lasso di tempo variabile (da un paio d'anni a una decina o poco più) vengono abbandonati in favore di nuove attività e spariscono letteralmente nel nulla annegando nell'oblio... E' successo anni fa con quei telaietti per fare i quadratini di lana all'uncinetto che impazzavano dappertutto...li vendevano persino gli ambulanti sulle spiagge, segno che erano proprio popolari!
C'è qualcuna che se li ricorda?
Beh, se anche fosse non vi conviene farvi avanti, tradireste la vostra (ehm...nostra) età! ;-)

Ma è successo anche in tempi più recenti per la pasta al sale o per il patchwork su polistirolo: mentre la prima mostra ancora qualche sussulto di vita grazie alla sperimentazione una-tantum di nuove ricette che ne prolungano di volta in volta l'agonia, il secondo è proprio morto del tutto, finito, kaputt e a nulla sono valsi i tentativi di riportarlo in auge da parte dei vari fabbricanti di sagome. Anche loro hanno dovuto rassegnarsi all'evidenza e, per non soccombere, hanno pensato di orientare la produzione verso forme che si prestino alla decorazione con il ben più gettonato decoupage.

Ecco perchè fa sempre piacere trovare un hobby che delle mode se ne fa un baffo e che ci torna utile per ribattere agli stereotipi sulla volubilità femminile che i maschietti mettono in circolo per denigrarci.
Sto alludendo all'attività d'infilare perline della la quale, per quanto si vada a ritroso nel tempo, è difficile riuscire a stabilire una data di nascita visto che la presenza di collane di perline persino nei reperti archeologici testimonia della costanza con la quale si è tramandato, di generazione in generazione, di madre in figlia, questo passatempo.
Eppure non sembra risentire affatto del peso degli anni, anzi, è più attuale ed arzillo che mai!

E non è condizionato nemmeno da limiti geografici: è provato che tutte le donne del pianeta subiscono e gradiscono questa passione, da Oriente a Occidente, dal fondo del mare all'alto dei cieli (Ariel e Pollon ve le siete scordate?!)...insomma riesce ad essere global e politically correct in un colpo solo!

L'unico inconveniente legato alla sua longevità e alla sua divulgazione potrebbe essere la mancanza di originalità...ammettiamolo, non è facile essere propositivi in un settore così già intensamente sfruttato...
Ecco perchè anche in questo campo si fa quello che si fa in tutti gli ambienti creativi quando si è a corto di idee: si tira fuori dal baule della nonna una vecchia carabattola e la si ricicla tale e quale come vintage oppure la si spolvera, le si registrano i freni e la frizione e la si butta allo sbaraglio nel revival...semplice, no?!

La mia nonna, persona apprezzabilissima per molteplici versi, apparteneva, ahimè, alla schiera di quegli individui concreti e poco inclini al sentimentalismo abituati a buttare via subito -scellerati!- tutto ciò che non ha più per loro alcuna utilità....il risultato è che, non avendo ricevuto in eredità un baule ottocentesco nel quale frugare, ho attinto alla mia scatola dei ricordi (tanto, sostiene mia figlia, l'epoca è più o meno quella!) e ho ripescato l'idea risparmiosa adottata dalle ragazzine della mia generazione per farsi un corredo di bijoux personalizzati: le collane di pastina tostata!

Semplice l'ingrediente, perchè vanno bene tutte le forme di pastina con un buco in mezzo (ditalini e pennette erano le mie preferite!) e semplice anche la ricetta: basta rovesciare una manciata di pastina in una padella antiaderente e farla rosolare sul fuoco per qualche minuto, mescolando in modo da far colorire per bene ogni pezzetto...lasciamo raffreddare e avremo, pronte da infilare, le più belle, economiche ed ecologiche perline della storia!

© Rossana Radaelli-17.11.06

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Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia a cambiare colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.


Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.


Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
(Martha Medeiros)

Lentamente -c'è voluto un anno intero!- muore anche questo 2009 denso di avvenimenti, eventi lieti ed eventi tristi, avvenimenti, alcuni,  che hanno lasciato il segno nella storia dell'umanità e, altri, forse meno eclatanti, ma non meno importantanti che hanno lasciato un segno nella storia personale di ognuno noi, singoli esseri umani.

Noi però non moriremo lentamente.

Faremo progetti e ci daremo da fare per portarli a compimento.
Inseguiremo i nostri sogni e non ascolteremo i consigli sensati di quelli che cercheranno di tenerci con i piedi per terra.
Non ci faremo imbrigliare dall'abitudine e andremo ogni giorno in posti diversi oppure troveremo strade diverse per raggiungere lo stesso posto.
Cambieremo colore degli abiti e dei capelli, cambieremo marca di dentifricio e attaccheremo discorso con chi sta in fila davanti a noi alla cassa del supermercato...
Faremo domande e leggeremo le risposte negli occhi della gente; ascolteremo la musica ticchettante del tempo, leggeremo libri di formule magiche e aspetteremo la pioggia per sfoggiare finalmente l'ombrello nuovo.

Non avremo più regole se non l'unica regola di essere diversi e felici di esserlo.

Noi non ci accontenteremo soltanto di respirare......
Noi siamo creativi...
Che splendido anno sarà il 2010 per tutti noi!   ;-))

© Rossana Radaelli-01.01.07


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Il bene più prezioso

Qual'è il bene più prezioso per noi esseri umani?
Nel corso degli anni e attraverso gli avvenimenti che mi hanno condizionato la vita è capitato spesso che mi ponessi questo quesito, trovando di volta in volta soluzioni diverse o......smarrendomi nell'impossibilità di trovarne!
Ho chiesto a parenti ed amici, a colleghi e conoscenti e anche da loro ho ricevuto opinioni varie ed antitetiche: la salute, la pace nel mondo, i soldi (sigh!), la felicità, l'acqua, l'amore, il petrolio (ri-sigh!), la serenità, la casa, la famiglia....

Qual'è la cosa più importante, cos'è che conta davvero?

Nel mezzo del cammin di nostra vita una risposta finalmente me la sono data: il tempo.
E' il tempo il bene più prezioso per l'umanità, è il tempo che ci permette di godere di tutte le altre cose che a torto o a ragione riteniamo preziose.

La salute, la pace, la felicità, gli affetti li possiamo coltivare se abbiamo tempo a sufficienza. Il denaro e gli altri beni materiali a che ci servono se non abbiamo il tempo di trarne beneficio?
L'acqua, il petrolio, le risorse naturali: solo con il tempo la scienza potrà trovare un rimedio al loro esaurirsi....

Il tempo che è tiranno, il tempo che non basta mai, il tempo che passa e non torna più.

Mai più.

Sappiamo di averne a disposizione una certa quantità ma non sappiamo quanta, sappiamo che prima o poi si esaurirà, ma non sappiamo quando....sappiamo però che, quando il momento sarà venuto, non ci saranno concesse proroghe: niente rinvii, nessun aumento di capitale...fine, punto, basta!

Non sprechiamo il tempo, non sprechiamo la vita.

© Rossana Radaelli-09.05.07


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Ditelo con un fiore!

Non c'è alcun dubbio: nella nostra epoca, in una società sempre più orientata alla globalizzazione, è molto utile conoscere qualche lingua straniera.
Basta dare un'occhiata agli annunci di ricerca del personale per rendersi conto di quanto venga apprezzato questo optional inserito in un curriculum vitae.....al punto che non è nemmeno più considerato un optional, un qualcosa di accessorio offerto nel bonus pack, anzi lo si dà per scontato e lo si pretende a prescindere persino per quelle mansioni che sono -almeno apparentemente!- meno coinvolte dalle problematiche legate ai traffici internazionali!

Ristorante assume lavapiatti, libero subito, automunito, gradita conoscenza inglese...

Se la necessità dell'automobile è legittimata da orari di lavoro che pregiudicano la possibilità di usufruire dei mezzi pubblici, come la mettiamo con la storia dell'inglese?
Uno sguattero che mastichi il francese sarebbe probabilmente avvantaggiato nella rigovernatura dei piatti della novelle cousine...ma l'inglese che c'entra?!
Niente, naturalmente, ma visto che il mercato del lavoro è quello che è e che il dislivello tra la domanda e l'offerta ha assunto le proporzioni di un abisso, perchè non pretendere qualcosa in più?...Tanto si può scegliere...

Come possiamo fare per non restare tagliati fuori? Semplice: ci adeguiamo, ci pieghiamo anche noi come le canne al vento di deleddica memoria per adattarci alle leggi del mercato...vogliono che impariamo le lingue? E allora le impareremo!

Ma poichè noi siamo quelli creativi -ricordate?!- cercheremo di essere innovativi anche in questo frangente!
Lasciamo perder l'inglese, dunque, che è troppo inflazionato, e anche il francese che è roba da snob...lo spagnolo poi è troppo simile al dialetto veneto per essere speciale e il coreano ci può essere utile solo per visitare i siti delle doll makers...se vogliamo essere originali è il linguaggio dei fiori che dobbiamo imparare!
Altro che l'esperanto, è il linguaggio dei fiori il vero idioma universale, quello che, associando ad ogni fiore un concetto, abbatte le barriere grammaticali e fonetiche permettendoci di comunicare con qualsiasi individuo al mondo!

E se lo impareremo si spalancherà davanti noi anche una serie infinita di opportunità d'impiego: cerimonie pubbliche e private, compleanni, battesimi, matrimoni, funerali, feste di laurea, congressi e convegni, la festa della mamma, il pensionamento della collega...tutte occasioni nelle quali è d'obbligo l'omaggio floreale e dove, per non fare brutte figure, sarebbe altamente gradita la conoscenza del linguaggio dei fiori!

Naturalmente i figli degli hippies, nati nei mitici anni '70, in quanto nipoti dei fiori, saranno avvantaggiati nell'apprendimento...dopotutto il sangue non è acqua!
Ma non temano gli altri perchè il linguaggio dei fiori non è difficile da imparare e Internet, come sempre, ci viene in aiuto: ci sono siti che ci offrono la traduzione parola per parola....ops volevo dire fiore per fiore, del significato recondito celato dietro ogni petalo: http://www.consegnafiori.com/significato_dei_fiori.htm

E ce ne sono altri che, come in un comodo dizionario bilingue, ci indicano a quale fiore possiamo far corrispondere un determinato sentimento o una certa emozione: http://www.dilloconunfiore.com/curiosita/significato.htm
E quando avremo imparato potremo aggiungere anche noi quel quid in più nel nostro curriculum.....

Resta da risolve un piccolo problema pratico: fare in modo che ci capiscano....eh sì, perchè se chi riceve l'omaggio floreale non è a sua volta a conoscenza del linguaggio dei fiori tutti i nostri sforzi saranno vanificati! ;-)

© Rossana Radaelli-29.11.06


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Buoni propositi

Massaia che spolvera i libri...e i suoi sogni impossibili Ci sono alcuni periodi dell'anno durante i quali siamo maggiormente inclini ad abbracciare la filosofia del pensare positivo: l'arrivo della primavera, che ci risveglia dal torpore invernale e ci fa sentire pieni d'energia e di voglia di fare...l'approssimarsi delle feste natalizie, che ci fa riscoprire gli affetti familiari e il gusto per le relazioni sociali....e, naturalmente, le ferie estive, che ci concedono una salutare pausa per divertirci ma anche per riflettere e guardare all'interno di noi stessi...

E' in questi momenti dell'anno che di solito fioriscono i progetti costruttivi e maturano le decisioni più "audaci": cambiare posto di lavoro, iniziare una storia sentimentale, rinnovare l'arredamento o anche soltanto mettersi a dieta...
Quando siamo in vacanza siamo rilassati e felici e tutto ci sembra più facile e alla nostra portata, persino le cose che normalmente non affrontiamo giudicandole troppo impegnative.

Peccato che, una volta rientrati nella routine e sopraffatti dai doveri quotidiani, spesso ci dimentichiamo dei nostri buoni propositi o li accantoniamo in attesa di tempi migliori!
Non facciamoci fregare anche quest'anno e approfittiamo invece della "ricarica" che ci hanno fornito le vacanze per realizzare finalmente il progetto che avevamo in mente!

Sui sogni tenuti troppo tempo nel cassetto si accumula la polvere dell'abitudine...
E non viene più via.....nemmeno con lo Swiffer!  :-(

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La rivincita delle bionde

La biondissima BarbieE' il titolo di un film del 2001 che narra la storia di Elle Woods, bionda e bella ragazza americana, e della sua evoluzione -alquanto improbabile!- da svampita bamboletta-tutta-fashion-e-gridolini ad impegnata laureanda in legge presso la prestigiosa facoltà di Harvard.
Prima che le accada di essere piantata dal fidanzato -la molla che farà scattare il desiderio di rivincita- Elle vive la sua bionditudine tra nuotate in piscina, shopping con le amiche, feste da ballo e puntate all'istituto di bellezza.
Ha una camera piena di accessori glitterati, un guardaroba da manequin, un telefono di peluches rosa che farebbe invidia alla Barbie ed un minuscolo cagnolino da passeggio che è solita vestire con cappottini coordinati al proprio look.
Elle è felice, soddisfatta, serena, allegra, spensierata, solare....bionda, insomma. E sta finalmente per realizzare lo scopo per il quale nascono, crescono, si mettono a dieta e vivono le ragazze come lei: sposare l'uomo dei propri sogni.
Quando lui la molla, ritenendola troppo superficiale, troppo stupida, troppo frivola...troppo bionda, insomma, Elle cade in depressione e a poco servono i tentativi delle amiche per risollevarle il morale: persino un trattamento completo al salone di bellezza non dà i risultati sperati...
E' divertente ed insolito questo attribuire un potere taumaturgico alle sedute dall'estetista!
E il concetto viene ribadito, più avanti nel film quando, divenuta matricola ad Harvard, Elle Woods, bistrattata dagli insegnanti, derisa dai colleghi di corso e avvilita alla vista dell'ex-moroso in compagnia della nuova fidanzata, precipita in una crisi di sconforto.
In preda alla disperazione come fa a dare sfogo alle sue lacrime?
Non sdraiandosi sul lettino dello psicanalista, come farebbe un qualsiasi americano-medio in una qualsiasi commedia americana-media, bensì accoccolandosi sul seggiolino della manicure!
E qui, con le dita a mollo e l'ego a pezzi, Elle troverà colei che, lontane le compagne di sempre, diventerà da adesso in poi la sua confidente ed amica, oltre che la coscienzioza responsabile del benessere delle sue unghie.
...Ma no, non esiste, non è credibile, penserete, che un aggiustamento alle cuticole, una limatina alle unghie e un po' di smalto possano rasserenare lo spirito di una persona....roba da film...roba da bionde!
Lo ammetto: ero scettica quanto voi.
Poi, un certo giorno, navigando in Rete alla ricerca di strass adesivi per il papercraft, mi sono imbattuta in alcuni siti che vendevano materiali per la nail-art e....mi si è aperto davanti agli occhi un incredibile, vastissimo ed inesauribile mondo di stramberie, al punto che persino Elle Woods mi è sembrata all'improvviso una donna normale!
Date un'occhiata ai links più sotto e sappiatemi dire....attenzione però che, -come ammonivano gli imbonitori da circo del secolo scorso prima di alzare la tenda che copriva il fenomeno di turno- questa non è roba per deboli di cuore!
In verità non mi sembra nemmeno roba per persone reali, com'è possibile, con quelle assurde appendici alle dita, condurre la stessa vita che facciamo tutte noi, tra casa, lavoro, famiglia e hobbies vari?!
Eh sì, non è roba per donne normali ma solo per decomaliache pure e allo stadio terminale....è per questo che mi è piaciuta e ve la propongo! ;-)
E non vogliatemene, bionde in ascolto, se ho ironizzato sulla vostra natura....ho da farvi una confessione: dopotutto a vent'anni, prima che l'incedere impietoso del tempo mi costringesse ai restauri coprenti, ebbene sì...sono stata bionda anch'io!

Ed ecco qui i siti da visitare, dove tra brillantini, pizzi, microperle, piume, fiorellini, pietruzze....s'intravede qua e la qualche unghia artisticamente decorata:

http://www.franchise-service.fr/article-1267-la-qualite-avant-tout.html

http://www.noantri.com/nailjet-pro-la-stampante-per-unghie.html

http://www.craftycrafty.tv/2007/09/crafty_fingers_japanes_nail_ar.html

http://www.franchise-service.fr/article-1273-un-retour-au-naturel-grace-a-un-concept-d-avenir.html

http://www.bonteboel.nl/fotoalbum.htm

http://lifestyle.indianetzone.com/bodyart/1/nail_art.htm

http://www.beautybymay.com/nailart.html

http://www.pingmag.jp/2007/09/06/nail-art-design/

http://www.kayleighs-nails.freeservers.com/photo.html

http://www.eonenet.com/internet_marketing_blog/2006/12/31/do-it-yourself-nail-art-fiones-3d-design/

http://www.arte-studio.be/fotogallerij/nail-art/

http://www.beautifulmanicure.com/nailartmanicure1/picture.05.html

http://www.nailandbeautytraining.com/Nail_Extensions_&_Art.html

http://www.dasydesign.com/ezflow.html

© Rossana Radaelli-09.05.08


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